La fotografia della situazione dell’ambiente in Italia data dall’ISPRA

Il 2016 passerà agli annali come uno degli anni peggiori in assoluto per quanto riguarda i disastri di tipo ambientale avvenuti in Italia. E che le problematiche relative all’ambiente siano un tema assolutamente prioritario da affrontare per la politica italiana lo dimostra anche l’Annuario stilato dall’Ispra, acronimo che sta ad indicare l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale: secondo i dati contenuti in questo report il territorio italiano ha il poco invidiabile record del maggior numero di frane in assoluto in questo 2016 che si sta per congedare e vi sono anche altri dati poco incoraggianti con cui fare i conti.

Il quadro disegnato dall’Annuario dell’Ispra

La fotografia che emerge dall’Annuario è un ambiente italiano assai fragile: basti pensare che delle circa 900 mila frane che si sono verificate nel Vecchio Continente nel corso di quest’anno che volge al termine, ben il 66% è avvenuto sul territorio italiano.

In altri termini circa due eventi su tre di questo tipo hanno avuto origine e si sono sviluppati sul territorio italiano, con le prevedibili conseguenze di distruzione del territorio e dell’ambiente di volta in volta colpito e di, in alcuni casi, perdita di vite umane. Andando a vedere i dati dell’Annuario si scopre come sarebbero due milioni gli italiani che vivono in zone dove, con diverse gradazioni di rischio, risulta possibile il concretizzarsi di una frana: di questi circa un quarto vive in zone dove il rischio è elevatissimo.

Nel rapporto si legge che nella maggior parte dei casi le frane possono essere causate da eventi sismici: nel corso dell’anno ve ne sono stati poco più di 1900. Nel rapporto, oltre alle problematiche a cui a incontro l’ambiente in caso di terremoti e successive frane, si è messo l’accento anche sul fatto che circa il 30% dei siti Unesco presenti sul territorio italiano sono situati in zone in cui il rischio sismico è decisamente elevato.

Il bicchiere è mezzo pieno guardando ai fiumi

Nell’Annuario sono stati presi in considerazione anche altri aspetti relativi allo stato dell’ambiente in cui vive la popolazione italiana, come ad esempio fiumi e laghi. Per quanto riguarda lo stato delle acque si può dire che chi si batte per il rispetto e la tutela dell’ambiente può senza dubbio ritenersi soddisfatto, perchè circa 4 fiumi su 10 risultano rispettare quelli che sono gli standard ambientali europei di qualità e questa percentuale sale al 75% se si va ad analizzare quello che è lo stato chimico dei corsi d’acqua.

Per quanto riguarda i laghi la situazione è leggermente meno soddisfacente, perchè solo il 21% ha raggiunto gli standard europei di qualità e solo il 45% dei laghi ha uno stato chimico ritenuto soddisfacente da chi si occupa di ambiente.

Tuttavia, il dato senza dubbio migliore riguarda le cosiddette acque costiere di balneazione: in 9 casi su 10 questo tipo di acque si può dire eccellente.

Altre note dolenti arrivano dall’aumento delle temperature medie

Tuttavia chi si batte per la salvaguardia dell’ambiente non può sorridere guardando i dati relativi all’aumento delle temperature medie. Leggendo l’Annuario si scopre infatti come quest’anno queste ultime siano aumentate di poco più di un grado e mezzo, segnando un innalzamento superiore a quella che è la media a livello globale, la quale si è attestata a 1,23 gradi.